DAY 10 – Scenografia con Gianfranco Boattini

I ragazzi si dividono in gruppi. Ogni gruppo aveva avuto il compito di stendere la sceneggiatura del loro corto, da inserire nel progetto generale.

I gruppi sono cinque, di cui quattro hanno portato la loro sceneggiature.

Entro la prossima settimana Alice e Simone leggeranno le sceneggiature e inizieranno a fare le loro osservazioni e annotazioni. Giovedì prossimo tutti dovranno avere la sceneggiatura definitiva.

Giovedì prossimo si inizia con lo spoglio delle sceneggiature, ovvero tutto ciò che serve, dove e quando. Dovranno comunicare anche di che strumentazione tecnica possono disporre. Simone propone alcune opzioni di software di montaggio. Tra due lezioni interverrà un montatore che darà utili indicazioni per il montaggio.

In seguito si inizia a discutere delle sceneggiature. Si chiede ai ragazzi di cercare una Graziella colorata, meglio se gialla.

Simone aggiorna i ragazzi su fonico e fotografia. Si useranno file digitali, per cui Simone dà alcune indicazioni sull’uso del computer. Non è solo la durata di un filmato che occupa memoria, ma anche la qualità dei filmati, ovvero il loro bitrate (KBps). Più il bitrate è alto, maggiore è la memoria occupata. Dà anche alcune indicazioni sull’utilizzo dei file audio. In ripresa bisogna utilizzare la massima qualità possibile, in esportazione si può anche mantenere una qualità un po’ più bassa. Dà anche indicazioni pratiche su come salvare i file di lavoro.

Alle ore 12.00 interviene Gianfranco Boattini, che parlerà della scenografia.

Boattini si presenta e descrive le sue esperienze nell’ambito della scenografia cinematografica.

Mostra una slide che sintetizza i componenti di una troupe. Ogni comparto della troupe è molto settoriale. Non ci sono interrelazioni tra le varie componenti. E’ molto importante rispettare i ruoli. La troupe è fondata sulla divisione del lavoro, non si possono mischiare e sovrapporre i ruoli.

 

Ci occupiamo della scenografia. Lo scenografo è colui che progetta il set. Si interfaccia con regista e direttore della fotografia.

L’assistente scenografo realizza disegni e bozzetti, trasformandoli in strutture.

Il costruttore realizza i disegni.

L’arredatore inserisce mobilio e oggetti.

Costumisti, truccatori e parrucchieri lavorano, oltre allo scenografo, alla realizzazione della storia, tutti con il fine di raccontare la storia. Ad essi si unisce l’ Art Director, che rende omogeneo e finalizzato il lavoro collettivo.

Per lavorare sul set nel settore della scenografia bisogna far convivere il lato artistico con la tecnica, in un rapporto 50/50. Sono professioni che richiedono una grande cultura artistica e storica, per inquadrare le vicende nel loro tempo.

Lo scenografo, insieme al regista, va a selezionare i luoghi (nell’ora in cui si deve girare, quando si tratta di spazi all’aperto). Deve saper leggere e interpretare una sceneggiatura. Il cinema è un lavoro di gruppo, chi ha difficoltà a lavorare in equipe deve imparare a farlo.

La scenografia è parte integrante del racconto. Molto importante è l’uso del colore, che influisce sull’atmosfera del racconto.

Spoglio della sceneggiatura

  • Soggetto (concezione dell’idea
  • Scaletta (successione delle scene)
  • Trattamento (sviluppo della scaletta per scene e luoghi, importante per la programmazione perchè un set va usato tutto in una volta)
  • Ambienti, arredamenti, fabbisogno di scena. Gli ambienti si dividono con nome dell’ambiente e numero di scena. Divisi in ambienti interni ed esterni.
  • Attenzione a loghi e anacronismi, ad esempio nei film storici.

 

 

Interni

Ricostruire le scene all’interno risolve i problemi di luce e meteo.

Lo scenografo deve essere competente di movimenti di macchina, obiettivi, macchine da presa.

Concept style: bozzetti dettagliati delle scene principali.

Gianfranco Boattini conclude con alcune foto di scena e scenografie.

DAY 9 – Regia con Roberto Merlino

Cos’è una inquadratura cinematografica?

Inquadratura è un pezzo di film compreso tra due tagli.

 

La seconda domanda è: che cos’è una scena cinematografica?

Una o più inquadrature all’interno dello stesso set in continuità di tempo.

 

Sceneggiatura di ferro

Si sviluppa tramite didascalie e battute. Le didascalie descrivono quello che si vede. Le battute sono precedute dal nome di chi le pronuncia. La sceneggiatura di ferro è scritta non a scene, ma a inquadrature.

Lo sceneggiatore produce una sceneggiatura canonica, la sceneggiatura di ferro la fa il regista, con o senza la collaborazione dello sceneggiatore. Il vantaggio della sceneggiatura di ferro è che si arriva sul set con le idee molto chiare.

 

Scavalcamento di campo.

Merlino spiega con disegni cosa si intende per scavalcamento di campo. Lo scavalcamento di campo si evita con un buon story board o con la sceneggiatura di ferro, per evitare una successione illogica delle immagini.

 

Non tutti seguono il principio della sceneggiatura di ferro, esistono correnti discordanti. Hitchcok è un esempio fondante della sceneggiatura di ferro. Altri grandi registi, come Eisenstein, Rossellini e Fellini, sostenevano l’opposto. Essi sostenevano che la regia nasce sul set, rifiutando tutto ciò che era codificato con precisione. La sceneggiatura poteva essere anche solo una sorta di canovaccio. La sceneggiatura di ferro riduce il tempo passato sul set, riducendo i costi. Merlino propende per la sceneggiatura di ferro, soprattutto per esperienze a basso budget. Permette inoltre di trovare soluzioni alternative praticabili.

 

Controscena

Ad esempio, se un personaggio parla, si inquadra chi ascolta. Ci sono momenti in cui può essere più interessante vedere il personaggio che non parla, ovvero protagonista della controscena.

Si parla del ruolo delle immagini e della loro forza, a proposito di una domanda di uno studente sul narratore. Tutto quello che si può dire con le immagini va fatto attraverso le immagini.

Casting

Non bisogna mai partire dai preconcetti nella scelta del cast. A volte chi si presenta per un casting può apparire inadeguato, ma in realtà può riservare sorprese. Ma anche durante un casting può presentarsi una persona che suggerisce un personaggio, non previsto, che arricchisce un film.

 

Location

Importante, soprattutto se si lavora con una sceneggiatura di ferro. I sopralluoghi sono molto importanti per prevedere le inquadrature.

 

Piano di lavorazione

Molto importante. Dopo la sceneggiatura di ferro, il casting e la scelta della location, il piano di lavorazione è il diario preventivo di dove, quando e come farò, giorno per giorno, il lavoro di ripresa, inquadratura per inquadratura. Raggiungo una buona efficacia e funzionalità e potrò risparmiare tempo e denaro. Questo permette di sfruttare le location in blocchi unici, indipendentemente dalla successione temporale delle scene.

 

Compiti del regista

Deve armonizzare tutti i componenti dello staff: costumisti, compositori di musica, scenografi. Deve indirizzare prima e il lavoro e armonizzarlo poi. E’ un lavoro che va fatto anche con gli attori. Filippo fa una domanda sugli registi/attori. Morelli risponde che in realtà spesso questo complica le cose.

 

Figure indispensabili

Direttore della fotografia. Operatore. Fonico. Segretaria d’edizione: controlla tutto quello che c’è sul set, costumi, oggetti di scena, tempi di ripresa.

 

Comandi del regista

Motore/partito/ciak (se si deve sincronizzare)/azione. Dopo azione i personaggi sanno che devono inziare (dopo due/tre secondi). Stop.

 

Morelli descrive l’iniziativa FEDIC sullo stage nazionale per studenti di cinema. In genere sono corsi monografici: sceneggiatura, regia, direzione attori. Il costo è estremamente contenuto grazie al lavoro dei volontari e qualche finanziamento. Il corso dura cinque giorni, al costo di 330 euro, compresa l’ospitalità in agriturismo. Per sedicicorto 300 euro. Si svolge a Calci, in Toscana.

Anche questo è fare cinema è il programma 2018: 6 minilaboratori.

  1. Come illuminare un set.
  2. Il personaggio dalla nascita alla morte, attinente alla sceneggiatura.
  3. Musica nel film.
  4. Trucco splatter.
  5. L’ombra dei pensieri del regista, ovvero il/ la segretaria/o di edizione.

DAY 8 – Audio, Ripresa, Postproduzione

Incontro con il fonico Enrico Zattoni

 

Regole da seguire per un buon audio

Spesso, nell’ambito di una produzione video, non si tiene in adeguata considerazione l’audio. Questo accade molto spesso in location adatte alla scena, ma assolutamente inadeguate dal punto di vista dell’audio. Lavoro del fonico è far risuonare correttamente un ambiente che non è adatto. Quando si pianifica qualsiasi produzione, bisogna sempre assumere decisioni corrette sulla presa diretta dell’audio. I rumori esterni sono subdoli. A volte possono andare bene, al punto che a volte si aggiungono. I difetti dei rumori dipendono dalle rumorosità di passaggio, e impreviste. Nelle riprese, all’interno di una stessa scena, va tenuto un audio omogeneo quando avvengono in momenti diversi.

Si mostrano alcuni materiali e strumenti tecnici specifici.

 

Presa Diretta

Il supporto video ha un suo proprio recorder, l’audio viene supportato da un recorder diverso. Il problema è la sincronizzazione dei due supporti.

Il ciack è un suono che può essere anche visualizzato. Quando la macchina da presa registra un video, registra anche una traccia audio che non sarà utilizzata, a parte casi estremi. Il ciack in testa alla ripresa lascia un fortissimo transiente sulla traccia audio del fonico, che metterà in congiunzione perfetta il transiente sulla traccia audio con quello della traccia video allegata alla macchina da presa.

Più raffinato è il timecode, strumento che sincronizza tutte le tracce, sia audio che video. Il timecode è un segnale generato da un master timecode, che sincronizza tutti i raccoglitori di tracce dello studio.

 

Metodo del microfono boom, che segue gli attori e le fonti sonore.

Metodo del microfono lavalier, indossato dall’attore, miniaturizzato e nascosto. I vantaggi sono: meno operatori sul set e sorgente sonora molto più pulita.

Come alimentare i microfoni.

Accenni alla postproduzione, che permette di intervenire sulle tracce in un secondo momento. Ad esempio, in fase di postproduzione, può accadere che un attore doppi sé stesso nella stessa lingua.

Enrico mostra un field recorder che è collegabile ad una piattaforma informatica.

Si fanno alcuni esempi pratici, con diversi mezzi di presa del suono.

 

 

 

 

Sceneggiatura – Tolkien al Bar

1) Simone da solo al bar (quasi deserto) legge un libro (come sempre);
2) Entra Alice (ragazza sconosciuta a Simone, mai vista in quel posto) siede al bancone e

anche lei legge un libro;
3) Simone piacevolmente stupito si incuriosisce di Alice e cerca un contatto;
4) Iniziano la conversazione in qualche modo che va alla grande (si prendono bene);
5) Simone chiede il contatto ad Alice che però è bloccata dall’arrivo del suo fidanzato che se

la porta via;
6) Simone ci rimane male ma poi si accorge che alice ha lasciato il libro;
7) Simone prende il libro lo sfoglia e al suo interno trova il contatto di Alice e sorride

contento.

Int – BAR – SERA
SIMONE, cliente abituale del bar, sta leggendo un libro, seduto al suo solito tavolino, in un angolo da dove è visibile tutto il locale.
Insolitamente per quell’ora il bar è particolarmente deserto.
SIMONE sente la porta del bar aprirsi e alza la testa. Vede una ragazza (ALICE) entrare e sedersi ad un tavolino. Si rende conto di non avere mai visto la ragazza. La osserva e nota che ALICE tiene un libro sotto braccio.
Incuriosito la guarda per un po’ e la vede che inizia a leggere, da sola. Colpito dal fatto che anche ALICE sia lì per leggere, vuole conoscerla e decide di andare a parlarle, si alza e si avvicina al tavolino di ALICE:

SIMONE:
Ciao, posso chiederti cosa stai leggendo?

ALICE:
Ciao, questo [gira il libro e gli fa vedere la copertina]. (I racconti perduti di Tolkien)

SIMONE:
Ma dai! Che coincidenza! Io sto leggendo i Racconti Ritrovati [gli mostra il libro].

ALICE (si stupisce piacevolmente):
Anche te allora sei appassionato di Tolkien, non è un libro che leggere chiunque…

SIMONE:
Sì! Mi piace tantissimo la letteratura fantasy e Tolkien è uno dei miei scrittori preferiti. Mi appassiona soprattutto il lavoro che ha fatto per creare l’Universo nel quale sono ambientati i suoi racconti.

ALICE (sognante):
Infatti a me piace tantissimo la lingua elfica.. e anche tutte le altre lingue di Arda.

SIMONE:
L’elfico è una lingua molto elegante, anche a me piace molto, tanto che… (SIMONE si scopre il braccio e fa vedere il tatuaggio in lingua elfica).

ALICE:
No dai!!! Anche io vorrei farmene uno, ma vorrei scrivere una frase mia. Solo che per tradurla avrei bisogno del dizionario di elfico che però non si trova in Italia ed è da tanto lo sto cercando..

SIMONE:
Ma certo! È contenuto in appendice in The History of Middle-earth. Io ho l’opera completa originale. Se vuoi te la presto volentieri.

ALICE:
Dai, grande!! Come ci rivediamo? Ti lascio il mio contatto…

SIMONE:
Si dai certo, dimmi pure.

Entra nel bar MIRKO, il fidanzato di Alice, si guarda intorno e la individua. Si dirige verso di lei.

MIRKO:
Oh Alice, dai che dobbiamo andare al cinema, siamo in ritardo! (prende per mano ALICE e la trascina via)

ALICE.
(trascinata da MIRKO e spiazzata dalla velocità degli eventi, saluta con un timido cenno SIMONE) Ciao..

SIMONE:
Bè…. Beh, buona serata…

MIRKO e ALICE escono correndo dal locale e SIMONE rimane nuovamente solo, amareggiato per non aver modo di ricontattare ALICE. Improvvisamente si accorge che ALICE ha dimenticato il suo libro. Lo prende, lo osserva, lo apre e in seconda di copertina vede segnati i contatti di ALICE. SIMONE sorride contento alla scoperta e alla possibilità di rivedere ALICE.

Finale alternativo: SIMONE estrae Anduril, la impugna e decapita sul posto MIRKO.

TESTA DI MIRKO:
Ehi! Ma non ci siamo neanche presentati.